391 comuni di Sicilia — climatologia TerraClimate 1950-2025
Clic su una cella per isolare la classe. Quintili su tutti i 391 comuni.
Il clima siciliano, comune per comune, dal 1950 a oggi
Questa webapp serve a una cosa semplice: capire come sta cambiando il clima in Sicilia, comune per comune. Non un unico numero per l'intera regione, ma 391 storie diverse, una per ogni comune, ricostruite mese per mese dal 1950 al 2025 — 912 mesi di dati. La fonte è TerraClimate, un dataset climatico dell'University of Idaho che stima temperatura, pioggia e altre variabili incrociando osservazioni meteo, satelliti e modelli fisici. Muovendo la mappa si scopre subito una cosa: la Sicilia non è omogenea. Le zone interne e le montagne si comportano in modo molto diverso dalle coste, e due comuni vicini possono avere trend climatici opposti.
Temperatura media annua della Sicilia (media dei 391 comuni), 1950–2025. Nel 1950 la media era 16,4°C, nel 2025 è 17,6°C: oltre un grado in più in 75 anni, con un ritmo di riscaldamento di circa +0,23°C ogni decennio (linea tratteggiata). Il salto più netto si vede a partire dagli anni '90: gli anni più caldi della serie sono quasi tutti dopo il 2015.
In entrambe le mappe ogni comune viene classificato in una griglia 3×3 (terzili calcolati su tutti i 391 comuni) e colorato con una palette bivariata dedicata: il colore stesso, non solo la posizione, dice subito se un comune è agli estremi o nella via di mezzo.
Questa mappa incrocia il PDSI (Palmer Drought Severity Index, l'indice standard con cui i climatologi misurano la siccità) con l'estensione o il numero degli incendi che ogni anno colpiscono il territorio comunale. L'idea di fondo è semplice: la siccità prepara il terreno, letteralmente, agli incendi. Vegetazione secca e suoli aridi bruciano più facilmente e più a lungo. Guardando la mappa si può verificare, comune per comune, se ai periodi più siccitosi corrispondono davvero più incendi, o se altri fattori (mano dell'uomo, tipo di vegetazione, orografia) contano di più.
Ettari bruciati ogni anno in Sicilia, 2007–2025 (dati SIF Regione Siciliana; il 2019 manca dal registro). L'anno peggiore è il 2021, con quasi 60.000 ettari bruciati — l'estate delle grandi ondate di calore e degli incendi che hanno colpito buona parte dell'isola. Il 2023 segue da vicino, sopra i 57.000 ettari. Non è un andamento in aumento costante: sono picchi legati alle singole estati più calde e secche, alternati ad anni molto più tranquilli come il 2013 o il 2015.
Qui il confronto è diretto: la temperatura di ogni estate (giugno-luglio-agosto, JJA) rispetto alla climatologia di riferimento 1950–1985, cioè al clima "normale" di prima dei grandi cambiamenti recenti. Si può passare tra due modalità: l'anomalia in gradi centigradi, semplice da leggere, oppure lo z-score, che dice quante deviazioni standard un'estate si discosta dalla norma — utile per capire se un'estate è stata un'eccezione statistica o solo leggermente sopra media. Scorrendo gli anni con l'autoplay si vede bene la sequenza: fino agli anni '80 le anomalie oscillano intorno allo zero, poi da metà anni '90 il rosso diventa quasi permanente. Nota: la scala è monocromatica sul rosso e misura solo l'intensità, non il segno — un'estate leggermente più fresca della norma e una leggermente più calda ricadono nella stessa fascia di colore più chiaro, quindi il rosso tenue non va letto come "vicino allo zero" ma come "scostamento piccolo, in un verso o nell'altro".
Per ogni comune la webapp calcola una regressione lineare (OLS) sui dati annuali dell'intero periodo: il trend di temperatura in °C/decennio e quello della seconda variabile in mm/decennio (o nell'unità corrispondente), con l'indicazione se il trend è statisticamente significativo (p < 0,05) o se potrebbe essere solo rumore. È lo strumento giusto per rispondere a: questo comune si sta scaldando più o meno della media siciliana? La sua pioggia sta davvero calando, o è solo variabilità naturale da un anno all'altro?
Una vista a doppia mappa con un divisore trascinabile al centro. Si scelgono due periodi — Periodo A e Periodo B, anche molto distanti tra loro — e si vedono fianco a fianco gli stessi 391 comuni nelle due epoche. È il modo più diretto per rendersi conto, a colpo d'occhio, di quanto e dove il territorio è cambiato: basta trascinare il divisore avanti e indietro.
Guida alla mappa
La mappa colora ognuno dei 391 comuni della Sicilia in base a due variabili incrociate insieme (una mappa "bivariata"), mese per mese dal 1950 al 2025. Il pannello di destra riporta i dettagli del comune selezionato, la legenda cliccabile e le classifiche; la timeline in basso permette di spostarsi nel tempo.
Nel pannello di destra la legenda è una griglia 5×5 (25 combinazioni: 5 classi per ciascuna variabile, calcolate a quintili sui 391 comuni) ed è cliccabile: clicca una cella per isolare sulla mappa solo i comuni che rientrano in quella combinazione, clicca di nuovo per rimuovere il filtro. Il colore dei poligoni sulla mappa, invece, usa una versione semplificata a 3×3 (9 combinazioni, a terzili) della stessa griglia, per restare leggibile su 391 poligoni contemporaneamente: due comuni possono quindi avere sfumature di legenda diverse ma lo stesso colore sulla mappa. Nella mappa "Anomalia estiva" (variabile singola) la legenda ha 5 caselle in fila e la mappa ne usa 3.
Passa il mouse su un comune per un'anteprima rapida in un tooltip flottante; clicca sul comune per aprire il popup completo con i valori esatti delle due variabili.
In basso trovi la timeline con anni e mesi in liste scorrevoli: clicca un anno o un mese per aggiornare la mappa, usa le frecce ↑↓ per scorrere, oppure il pulsante ▶ per animare l'intera serie storica anno per anno.
Nelle mappe PDSI × Incendi, in modalità Valori annui, il pannello mostra anche un grafico a linea con l'andamento 1950-2025 dell'area bruciata o del numero di incendi. Per impostazione predefinita riflette la selezione attiva (Sicilia, provincia o comune filtrato); passando il mouse su un comune il grafico si aggiorna a mostrare la sua sola serie storica. Passa il mouse sul grafico stesso per leggere il valore esatto anno per anno.
In fondo al pannello di destra, la sezione Statistiche riassume i comuni mostrati (numero, medie, provincia), mentre Classifiche elenca i comuni più/meno estremi su ciascuna variabile per il periodo selezionato — utile per individuare rapidamente i casi limite senza scorrere tutta la mappa.
La barra di ricerca in alto permette di cercare un comune per nome e centrare la mappa su di esso; il pulsante Filtri apre un pannello per restringere la vista a una singola provincia o a un singolo comune. I filtri restano attivi cambiando mappa, modalità o periodo, e si combinano con il filtro per cella di legenda.
Web app progettata e sviluppata da @gbvitrano per OpenDataSicilia.it, in collaborazione con Claude AI (Anthropic).
La mappa usa MapLibre GL JS e PMTiles, formato vettoriale che permette di caricare solo i tile visibili senza server backend: veloce, leggera e ospitabile su hosting statico.
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