Un Modello Digitale del Terreno (DTM) è una griglia di quote: ogni cella di 5×5 metri contiene l'altitudine misurata di quel punto del suolo. Da questa semplice griglia di numeri si deriva una quantità sorprendente di informazioni sul territorio — pendenze, esposizioni, forme del paesaggio, rischio di instabilità, idoneità morfologica all'edificazione, potenziale di irraggiamento solare. Il DTM usato copre l'intero territorio del Comune di Palermo (158,9 km²) con una risoluzione di 5 metri per cella, per un totale di ~6,4 milioni di pixel validi. La fonte è il dataset HR-DTM-5m Italia, disponibile su Zenodo con licenza aperta.
Palermo è una città che sale rapidamente dal livello del mare fino ai rilievi dei Monti di Palermo. Il punto più alto raggiunge 1.050 m (Monte Cuccio / Pizzuta, nel quartiere Boccadifalco–Baida), mentre la quota media del territorio comunale è di circa 183 m s.l.m. Quasi il 70% della superficie si trova sotto i 200 m — la Conca d'Oro, le aree costiere e il Centro Storico (interamente sotto i 50 m, quota media 14,5 m) definiscono questa fascia bassa. Il territorio si estende però verticalmente per oltre un chilometro: una variazione altimetrica eccezionale per una città affacciata sul mare. La Circoscrizione VI Nord-Ovest è quella con la quota media più alta (271 m), seguita dalla V Noce (258 m), mentre la I Centro Storico è la più bassa (14,5 m).
| Fascia altimetrica | % territorio |
|---|---|
| 0–50 m (zona costiera e pianura) | 35,6% |
| 50–200 m (bassa collina) | 33,9% |
| 200–500 m (media collina) | 19,2% |
| 500–800 m (alta collina) | 9,4% |
| 800–1.051 m (montagna) | 1,8% |
La pendenza misura quanto è inclinato il terreno in ogni punto. A Palermo la distribuzione è molto eterogenea: il 52,8% del territorio è praticamente pianeggiante (0–5°) — la Conca d'Oro, le aree costiere e il Centro Storico (89,5% sotto i 5°). Ma quasi un terzo supera i 15°, e il 12,4% supera i 30°: versanti molto ripidi che pongono vincoli seri a qualsiasi attività antropica. La pendenza media è 11,4°, con una deviazione standard di 13,6°: un valore di dispersione alto che conferma la grande variabilità interna. La Circoscrizione III Oreto è la più acclive (media 14,5°), seguita dalla VII Mondello (14,0°); il quartiere con la pendenza massima è Boccadifalco (media 20,5°, con il 65,4% del territorio oltre i 15°).
| Classe di pendenza | % territorio |
|---|---|
| 0–5° — pianura / quasi orizzontale | 52,8% |
| 5–15° — pendenza moderata | 16,4% |
| 15–30° — acclive | 18,5% |
| 30–45° — molto acclive | 10,3% |
| >45° — pareti subverticali | 2,1% |
L'esposizione (o aspetto) indica la direzione verso cui è orientato un versante. Determina la quantità di sole ricevuta nel corso dell'anno e influenza temperatura, umidità, vegetazione e, nelle aree urbane, il comfort termico degli spazi pubblici. I versanti dominano verso Nord-Est (18,9%): la morfologia di Palermo — aperta sul Mar Tirreno a nord con rilievi che degradano verso il litorale — orienta naturalmente gran parte dei pendii in questa direzione. I versanti esposti a Sud e Sud-Ovest (rispettivamente 6,6% e 4,7%) sono i meno rappresentati: sono i pendii più soleggiati, tipicamente più caldi e aridi, concentrati nelle colline interne. La Circoscrizione III Oreto è quella con la maggiore percentuale di versanti ombreggiati (68,7% esposti a N+NE+NO); tra i quartieri, Montepellegrino è il più soleggiato (44,5% esposto a S+SE+SO).
| Esposizione | % |
|---|---|
| Pianura (nessuna esposizione netta) | 15,9% |
| Nord | 14,6% |
| Nord-Est ← prevalente | 18,9% |
| Est | 15,0% |
| Sud-Est | 10,5% |
| Sud | 6,6% |
| Sud-Ovest | 4,7% |
| Ovest | 5,1% |
| Nord-Ovest | 8,8% |
Il TRI (Terrain Ruggedness Index) misura la differenza media di quota tra ogni cella e le 8 celle circostanti: più alto il valore, più il terreno è morfologicamente irregolare. La media comunale è 3,05 — un valore moderato, trainato verso il basso dall'ampia pianura costiera e dalla Conca d'Oro (50% del territorio ha TRI 0–1). Le punte raggiungono però 369 nelle creste più frastagliate dei rilievi nord, dove la roccia affiora con dislivelli bruschi tra celle adiacenti. Il Roughness (rugosità assoluta, massimo tra le differenze con le celle vicine) conferma questo quadro: media 3,04 con valori massimi di 280 sulle pareti rocciose. La Circoscrizione I Centro Storico è la più regolare (TRI medio 0,67 — quasi totalmente pianeggiante); la VII Mondello è la più accidentata (4,19), per i contrafforti di Monte Pellegrino. Il quartiere Arenella–Vergine Maria registra il TRI medio più alto tra i quartieri: 6,67.
| Classe TRI | % territorio |
|---|---|
| 0–1 pianura | 50% |
| 1–5 ondulato | 27% |
| 5–10 collinare | 19% |
| 10–25 accidentato | 3% |
| >25 molto accidentato | 1% |
La geomorfologia classifica la forma del terreno in grandi unità paesaggistiche, derivate dall'analisi combinata di curvatura, rugosità e indice di posizione topografica (TPI). Il paesaggio di Palermo è dominato dai versanti regolari (60,1%) e dalle creste e dorsali (33,3%): un territorio prevalentemente collinare e montano. Le pianure e fondovalle veri e propri coprono appena lo 0,2% della superficie: la Conca d'Oro è morfologicamente un versante di raccordo, non una pianura nel senso stretto. Valli e impluvii (3,3%) e depressioni chiuse (3,1%), pur coprendo complessivamente il 6,4% del territorio, sono elementi chiave: concentrano il deflusso delle acque superficiali ed è in queste zone che si manifesta il maggior rischio idraulico in caso di piogge intense. Il quartiere Malaspina-Palagonia ha la più alta percentuale di creste in assoluto: 80,7%.
| Classe | Descrizione | % |
|---|---|---|
| 1 | Pianure e fondovalle | 0,2% |
| 3 | Versanti regolari | 60,1% |
| 4 | Creste e dorsali | 33,3% |
| 7 | Valli e impluvii | 3,3% |
| 8 | Depressioni chiuse | 3,1% |
La stabilità dei versanti è calcolata combinando pendenza, curvatura del profilo e morfologia su una scala da 1 (molto stabile) a 5 (molto instabile). Non considera la geologia né la copertura del suolo, ma fornisce un primo quadro morfologico del rischio di instabilità. Il 52,6% del territorio è in classe 1 — le aree pianeggianti o a bassa pendenza, naturalmente stabili. Quasi il 30,8% ricade in classi 3–4–5: zone dove pendenza elevata, curvatura convessa e morfologia complessa aumentano significativamente il rischio di instabilità superficiale. La Circoscrizione III Oreto presenta la quota più alta di superficie a rischio (40%), seguita dalla VII Mondello (37,1%). Tra i quartieri, Boccadifalco è il più critico con ben il 65% della superficie in classi di rischio (3–4–5) — il valore più alto del comune. Questi dati meritano attenzione nella pianificazione urbanistica e nella gestione del rischio idrogeologico.
| Classe | Significato | % |
|---|---|---|
| 1 | Molto stabile | 52,6% |
| 2 | Stabile | 16,3% |
| 3 | Moderatamente instabile | 12,1% |
| 4 | Instabile | 12,4% |
| 5 | Molto instabile | 6,3% |
L'indice di costruibilità morfologica è derivato esclusivamente dalla forma del terreno (pendenza e stabilità morfologica) — non include vincoli legali, urbanistici o geologici. Rappresenta quindi una valutazione della sola idoneità fisica di un'area rispetto all'edificazione. Il 47,3% del territorio è in classe 1 (ottima): terreno pianeggiante e stabile, senza limitazioni morfologiche significative. Il 28,7% ricade in classi 4–5: pendenza accentuata, instabilità morfologica o combinazione di fattori sfavorevoli rendono l'edificazione fisicamente problematica. I quartieri più favorevoli sono concentrati nel centro storico e nella pianura centrale: Noce (98,8% classe ottima), Malaspina-Palagonia (97,4%) e Politeama (96,9%). Al contrario, le pendici dei rilievi nord-occidentali registrano i valori più critici.
| Classe | Significato | % |
|---|---|---|
| 1 | Ottima — terreno pianeggiante e stabile | 47,3% |
| 2 | Buona | 14,1% |
| 3 | Moderata — alcune limitazioni | 9,9% |
| 4 | Difficile | 16,4% |
| 5 | Non idonea | 12,3% |
L'Indice di Radiazione Solare (SRI) misura la quantità di energia solare mediamente ricevuta da ogni cella nel corso dell'anno, normalizzata tra 0 (assenza di luce, versanti nord molto inclinati) e 1 (massima esposizione, versanti sud perfettamente orientati). Il valore medio per Palermo è 0,59 — coerente con la latitudine e il clima mediterraneo. Il 56% del territorio ricade nella classe media (0,5–0,65). I versanti nord e nord-est, pur essendo i più estesi, ricevono significativamente meno luce rispetto ai versanti meridionali: la Circoscrizione III Oreto, la più ombreggiata, ha SRI medio di 0,494, contro 0,641 della Circoscrizione VIII Libertà, la più irraggiata. Tra i quartieri, Cruillas–S.Giovanni Apostolo raggiunge il valore più alto (SRI 0,663). Questo dato è rilevante per la stima del potenziale fotovoltaico, la pianificazione del verde urbano e le valutazioni agro-climatiche.
| Classe SRI | % territorio |
|---|---|
| 0,0–0,3 molto bassa | 8% |
| 0,3–0,5 bassa | 10% |
| 0,5–0,65 media | 56% |
| 0,65–0,8 alta | 20% |
| 0,8–1,0 molto alta | 6% |
Il Topographic Position Index (TPI) confronta la quota di ogni cella con la media del vicinato (~100 m): valori negativi indicano valli e depressioni, positivi creste e sommità. A Palermo il 50% del territorio ricade in classe pianura/mezzacosta. Le valli incise (TPI < −0,5) e le creste (TPI > +0,5) rappresentano ciascuna il 25%. Le valli principali (Oreto, Gabriele) emergono come depressioni lineari marcate; i rilievi di Montepellegrino e i Monti di Palermo mostrano creste continue ad alto TPI.
| Classe TPI | % territorio |
|---|---|
| Valle / Depressione (TPI < −1) | 5% |
| Versante basso (−1 – −0,5) | 20% |
| Pianura / Mezzacosta (±0,5) | 50% |
| Versante alto (+0,5 – +1) | 20% |
| Cresta / Sommità (TPI > +1) | 5% |
Il TPI a scala regionale (300 m di raggio) cattura la posizione morfologica nel paesaggio più vasto: fondovalli fluviali, pianure intermontane, dorsali principali. I valori spaziano da −142 m (fondovalle incassato) a +623 m (vetta prominente). Combinato col TPI locale permette di classificare il territorio in 6 tipi morfologici: piana, cresta locale, cresta esposta, versante aperto, valle chiusa, depressione.
| Classe TPI 300 m | % territorio |
|---|---|
| Fondovalle / Valle (TPI < −5 m) | 10% |
| Versante basso (−5 – −2 m) | 15% |
| Pianura / Mezzacosta (±2 m) | 50% |
| Versante alto (+2 – +5 m) | 15% |
| Cresta / Dorsale (> +5 m) | 10% |
La curvatura planare descrive la forma della superficie nel piano orizzontale: valori negativi (blu) indicano forme convergenti — il flusso idrico si concentra e il suolo si satura. Valori positivi (rosso) indicano forme divergenti — drenaggio rapido. Il 50% del territorio è in classe planare (valori vicini a zero). Le zone convergenti (canali, fondovalle) sono a rischio alluvione e frana per saturazione.
| Classe curvatura planare | % territorio |
|---|---|
| Convergente — accumulo (< −0,05) | 25% |
| Planare (±0,05) | 50% |
| Divergente — dispersione (> +0,05) | 25% |
La curvatura di profilo descrive la forma della superficie nel piano verticale: valori negativi indicano profili concavi (accelerazione del flusso verso il basso), valori positivi profili convessi (decelerazione). Le aree concave tendono ad accumulare acqua e materiale, le convesse a disperdere. Il 50% ha profilo lineare. Combinata con la curvatura planare, localizza aree ad alta probabilità di accumulo detritico.
| Classe curvatura profilo | % territorio |
|---|---|
| Concava — accelerazione (< −0,05) | 25% |
| Lineare (±0,05) | 50% |
| Convessa — decelerazione (> +0,05) | 25% |
La curvatura totale (curvatura media della superficie) combina gli effetti della curvatura planare e di profilo: misura la variazione globale della direzione della normale alla superficie. Identifica aree di massima convessità (speroni, creste) e concavità (canaloni, fondovalle). Solo il 5% del territorio ha curvatura estrema (creste/canyon) per classe. Il 50% è in classe piatta/lineare — la dominante morfologia pianeggiante costiera.
| Classe curvatura totale | % territorio |
|---|---|
| Fortemente concava (< −0,10) | 5% |
| Moderatamente concava (−0,10 – −0,03) | 20% |
| Piatta / lineare (±0,03) | 50% |
| Moderatamente convessa (+0,03 – +0,10) | 20% |
| Fortemente convessa (> +0,10) | 5% |
La Heatmap di Complessità combina tre indicatori morfometrici con pesi differenziati: pendenza (40%), Terrain Ruggedness Index — TRI (35%) e rugosità assoluta (25%), ciascuno normalizzato tra 0 e 1 (percentile 2–98). Il 63,6% del territorio ha complessità molto bassa (0–0,2): la Conca d'Oro e le aree costiere presentano terreno semplice. Solo il 12,2% supera 0,6: versanti nord dei Monti di Palermo dove pendenza, irregolarità e rugosità si sommano.
| Classe complessità | % territorio |
|---|---|
| Molto bassa (0,0–0,2) | 63% |
| Bassa (0,2–0,4) | 12% |
| Media (0,4–0,6) | 12% |
| Alta (0,6–0,8) | 8% |
| Molto alta (0,8–1,0) | 4% |
L'Indice di Vulnerabilità Territoriale aggrega quattro fattori di rischio morfologico: pendenza (35%), stabilità versanti (30%), costruibilità (20%), rugosità TRI (15%). Il 56,9% del territorio presenta vulnerabilità molto bassa: aree pianeggianti e stabili. Il 18,8% supera la soglia critica (0,6): versanti ripidi, instabili o con costruibilità limitata — concentrati nei rilievi nord-ovest e nelle balze collinari. Il 6,3% raggiunge vulnerabilità massima (0,8–1,0).
| Classe vulnerabilità | % territorio |
|---|---|
| Molto bassa (0,0–0,2) | 57% |
| Bassa (0,2–0,4) | 12% |
| Media (0,4–0,6) | 13% |
| Alta (0,6–0,8) | 13% |
| Critica (0,8–1,0) | 6% |
Il Topographic Wetness Index (TWI) stima la propensione di ogni cella ad accumulare acqua superficiale: TWI = ln(As / tan β). Valori elevati (blu scuro) indicano fondovalli, pianure e zone concave — aree a rischio alluvione e zone umide potenziali. Valori bassi indicano creste e versanti ripidi con drenaggio rapido. La pianura costiera e la Conca d'Oro mostrano i TWI più elevati; il Centro Storico ha il TWI medio più alto tra le circoscrizioni (6,52).
| Classe TWI | % territorio |
|---|---|
| < 6 — drenato rapidamente | 15% |
| 6–9 — bassa saturazione | 30% |
| 9–12 — media saturazione | 35% |
| 12–16 — alta saturazione | 15% |
| > 16 — fondovalle / pianura | 5% |
La flow accumulation conta il numero di celle del DTM che drenano verso ciascun punto seguendo la direzione D8 (massima pendenza). Visualizzata in scala logaritmica, rivela il reticolo idrografico potenziale derivato unicamente dalla morfologia. Le linee blu scuro corrispondono agli assi di drenaggio principali (aste > 10.000 celle — il 2%). I corsi individuati coincidono con i valloni storici: Oreto, Gabriele, Eleuterio.
| Log₁₀ celle contribuenti | % territorio |
|---|---|
| 1–10 celle — versante | 40% |
| 10–100 celle — interfluvi | 30% |
| 100–1.000 celle — rilleni | 20% |
| 1.000–10.000 celle — corsi d'acqua | 8% |
| > 10.000 celle — aste principali | 2% |
La delineazione automatica dei bacini idrografici partiziona il territorio comunale in 28 sottobacini, ciascuno corrispondente ad un'area che drena verso un'unica sezione del reticolo idrografico. La delineazione si basa sull'algoritmo D8 applicato al DTM pit-filled, con soglia di accumulo di 500 celle (~0,012 km²). I bacini principali corrispondono ai bacini idrografici storici: Oreto (sud-ovest), Gabriele (nord-est), Eleuterio (est) e i valloni minori dei Monti di Palermo.
| Caratteristica | Valore |
|---|---|
| Numero sottobacini | 28 |
| Soglia reticolo | 500 celle ≈ 0,012 km² |
| Metodo delineazione | D8 watershed su DTM pit-filled |
| Bacini principali | Oreto, Gabriele, Eleuterio |
| Utilizzo | Gestione acque urbane · collettori fognari |
Lo Stream Power Index (SPI) misura il potenziale erosivo dei corsi d'acqua: SPI = ln(As × tan β). Combina la quantità d'acqua con la velocità di deflusso: valori elevati (rosso) indicano aree ad alto potenziale di erosione e trasporto solido, tipicamente nei fondovalli incisi ad alta pendenza. Le valli dei Monti di Palermo (Gabriele, Eleuterio) mostrano gli SPI più elevati: alta pendenza + grande area contributiva = massimo potenziale erosivo.
| Classe SPI | % territorio |
|---|---|
| < 4 — bassa energia erosiva | 30% |
| 4–7 — energia moderata | 35% |
| 7–10 — alta energia erosiva | 25% |
| > 10 — potenziale estremo | 10% |
Il Depth-to-Water (DTW) stima la profondità relativa della falda freatica con il metodo HAND (Height Above Nearest Drainage): ogni cella misura la quota sul punto di drenaggio più vicino nel proprio bacino. Valori bassi (verde) indicano falda vicina alla superficie — fondovalli, aree alluvionali, pianure costiere. La Conca d'Oro mostra DTW bassi con rischi di allagamento di piani interrati. Utile per la pianificazione di scavi e fondazioni.
| Classe DTW (HAND) | % territorio |
|---|---|
| 0–2 m — falda superficiale | 20% |
| 2–4 m — falda sub-superficiale | 25% |
| 4–6 m — falda intermedia | 30% |
| 6–8 m — falda profonda | 15% |
| > 8 m — falda molto profonda | 10% |
Il Solare Raffinato corregge l'Indice di Radiazione Solare (SRI) base moltiplicandolo per il fattore aspetto (max per esposizione Sud, min per Nord) e per il fattore pendenza (ottimale 3°–30°). La correzione riduce la media da 0,59 a 0,43 penalizzando i numerosi versanti esposti a nord. Il 14,7% raggiunge valori ottimali (> 0,6): versanti meridionali moderatamente inclinati — zone ideali per impianti fotovoltaici e colture eliofile.
| Classe solare corretto | % territorio |
|---|---|
| 0,0–0,2 — minima (N / ombra) | 8% |
| 0,2–0,4 — bassa | 41% |
| 0,4–0,6 — media | 36% |
| 0,6–0,8 — alta | 11% |
| 0,8–1,0 — ottima (S / SO) | 4% |
Il Potenziale Fotovoltaico combina SRI, fattore aspetto e fattore zona (priorità alle aree sotto i 200 m densamente urbanizzate). La media comunale è 0,41; il 5,9% raggiunge valori ottimali (> 0,60): versanti collinari meridionali tra 50 e 200 m di quota. Il Centro Storico ha il potenziale medio più alto tra le circoscrizioni (0,494) grazie all'alta radiazione della pianura costiera. Mappa di supporto per il PNRR — Comunità Energetiche.
| Classe potenziale FV | % territorio |
|---|---|
| 0,0–0,2 — basso (N, ombra) | 10% |
| 0,2–0,3 — modesto | 14% |
| 0,3–0,4 — medio | 20% |
| 0,4–0,5 — buono | 22% |
| 0,5–0,6 — alto (S, pianura) | 28% |
| > 0,6 — ottimale (S/SE, colle) | 6% |
La mappa mostra l'ombra media nelle tre ore chiave del solstizio d'estate (21 giugno): ore 9, 12 e 15 CEST. Il sole alto estivo (massimo 70° a mezzogiorno) illumina quasi tutta la città: il 92,3% del territorio è prevalentemente soleggiato. Solo le forre strette dei Monti di Palermo rimangono in ombra (0,6% classe marrone scuro). La Circoscrizione III Oreto è la più soleggiata (irradiazione media 66); la VI Nord-Ovest la meno soleggiata.
| Classe ombreggiamento estivo | % territorio |
|---|---|
| Piena luce (valore basso) | 92% |
| Luce parziale | 6% |
| Semi-ombra | 1% |
| Ombra (forre / incisioni) | 1% |
La mappa mostra l'ombra media del solstizio d'inverno (21 dicembre): ore 9, 12 e 15 CET. Il sole basso invernale (massimo 28°) genera ombre lunghe: il 18,5% del territorio è quasi sempre in ombra (versanti settentrionali dei rilievi), mentre il 76% è in semi-ombra. In estate il 92% era soleggiato; in inverno solo il 5% riceve luce diretta piena. Fondamentale per il comfort termico degli spazi pubblici e la progettazione bioclimatica.
| Classe ombreggiamento invernale | % territorio |
|---|---|
| Soleggiato (versanti S) | 5% |
| Semi-ombra (pianura) | 76% |
| Ombra parziale | 18% |
| Ombra quasi totale (N) | 1% |
Il Frost Hollow Index individua le depressioni morfologiche dove l'aria fredda tende ad accumularsi nelle notti serene per gravità. Il calcolo combina TPI negativo (depressioni), curvatura concava e fattore quota. Il 4,6% del territorio è ad alto o critico rischio: fondovalle dell'Oreto, depressioni di Boccadifalco-Baida, conche della Circoscrizione VI. In queste aree nelle notti invernali la temperatura può scendere 2–5°C sotto le zone circostanti. Rilevante per la gestione del verde e le colture sensibili al gelo.
| Classe rischio frost hollow | % territorio |
|---|---|
| Nullo / aree piatte e creste | 67% |
| Trascurabile (TPI lievemente negativo) | 21% |
| Basso — depressioni ampie | 8% |
| Moderato — valli parzialmente chiuse | 3,5% |
| Alto — fondovalli stretti | 0,3% |
| Critico — depressioni chiuse | 0,2% |
Lo Sky View Factor (SVF) misura la frazione di cielo visibile da ogni punto: valori vicini a 1,0 indicano orizzonte aperto (pianure, creste); valori bassi indicano forti ostruzioni (valli strette, canyon urbani). Il calcolo esegue uno scan in 8 direzioni con raggio 600 m: SVF = media dei cos²(angolo elevazione). Il 7,3% del territorio ha SVF < 0,90 (ostruzione significativa). SVF bassi nelle aree dense favoriscono l'isola di calore urbana notturna.
| Classe SVF | % territorio |
|---|---|
| < 0,50 — fortemente ostruito | 0,2% |
| 0,50–0,65 — ostruito (valli) | 0,9% |
| 0,65–0,75 — parzialmente ostruito | 1,4% |
| 0,75–0,82 — semi-aperto | 4,8% |
| 0,82–0,88 — aperto | 8,7% |
| 0,88–0,94 — molto aperto | 12,5% |
| > 0,94 — pianura / crinale | 71,5% |
I Corridoi Ecologici Morfologici identificano le aree dove la morfologia del suolo favorisce la continuità della vegetazione naturalizzata: bassa pendenza e bassa rugosità permettono alla flora di connettere nuclei vegetali distanti. Il 45,5% del territorio ha connettività > 0,85 (corridoio ottimale): pianure costiere e Conca d'Oro. Il 16,4% costituisce barriera critica: versanti calcarei di Monte Pellegrino, Monte Cuccio e Monte Grifone. Base per la Rete Ecologica Comunale (REC).
| Classe connettività ecologica | % territorio |
|---|---|
| 0,00–0,15 — barriera critica | 16,4% |
| 0,15–0,30 — barriera alta | 8,9% |
| 0,30–0,45 — barriera moderata | 6,6% |
| 0,45–0,60 — corridoio potenziale | 6,0% |
| 0,60–0,73 — corridoio buono | 6,3% |
| 0,73–0,85 — corridoio ottimo | 10,4% |
| > 0,85 — nucleo — alta connettività | 45,5% |
La mappa stima il fattore LS dell'equazione RUSLE (lunghezza e inclinazione del versante): LS = L × S (formula McCool 1987). È un indice adimensionale di priorità spaziale, non una stima in t/ha/anno. I valori più elevati (LS > 7,76 — critico) si concentrano nelle forre calcaree di Monte Pellegrino e Monte Cuccio e nei versanti acclivi della Circoscrizione VI. Le aree pianeggianti costiere hanno LS < 0,20.
| Classe potenziale erosivo LS | % territorio |
|---|---|
| LS < 0,20 — molto basso (fondovalle) | 25% |
| LS 0,20–0,52 — basso | 25% |
| LS 0,52–3,68 — medio (versanti moderati) | 25% |
| LS 3,68–7,76 — alto | 20% |
| LS > 7,76 — critico (forre calcaree) | 5% |
La mappa combina curvatura planare e curvatura di profilo per identificare siti di accumulo detritico (convergenza planare + concavità di profilo) e instabilità radicale (convergenza planare + convessità + pendenza elevata: suolo secco con radici sottoposte a stress meccanico laterale — rilevante per la gestione dei pini marittimi su versanti acclivi). Il 5% del territorio è classificato critico; il 60% è stabile.
| Classe instabilità curvatura | % territorio |
|---|---|
| Stabile — pianura / divergente | 60% |
| Basso — lieve convergenza | 15% |
| Moderato — potenziale accumulo detritico | 13% |
| Alto — accumulo o instabilità radicale | 7% |
| Critico — canyon convergenti / versanti ripidi | 5% |
Confronto tra la stabilità morfologica DTM e le perimetrazioni PAI R3/R4 (Piano per l'Assetto Idrogeologico — Sicilia). Le zone di gap sono aree con caratteristiche geomorfologiche di instabilità non coperte dalla perimetrazione PAI. Il 79% delle aree morfologicamente instabili (38,7 km² su 49,0 km²) ricade fuori dai perimetri PAI, suggerendo un potenziale aggiornamento della perimetrazione ufficiale del rischio idrogeologico.
| Categoria | Superficie | % |
|---|---|---|
| PAI R4 perimetrato (molto elevato) | 3,81 km² | 7,2% |
| PAI R3 perimetrato (elevato) | 10,54 km² | 19,9% |
| Gap critico (cl. 4–5, fuori PAI) | 22,37 km² | 42,2% |
| Gap moderato (cl. 3, fuori PAI) | 16,33 km² | 30,8% |
Incrocio tra la copertura del suolo ISPRA 2023 (EAGLE v5, 10 m) e la pendenza DTM. Vengono evidenziate le superfici edificate (codici EAGLE 1110, 1210, 1220) classificate per pendenza. Il 39,9% del territorio (63,75 km²) risulta artificiale. Di questo, il 4,8% (3,05 km²) si trova su pendenze > 15°: quartieri periurbani collinari di Boccadifalco, Mezzomonreale, Altarello e le pendici dei Monti di Palermo.
| Classe pendenza edificato | % edificato |
|---|---|
| Pendenza bassa (≤ 15°) — rischio basso | 95,2% |
| Pendenza moderata (15–30°) — rischio moderato | 3,5% |
| Pendenza alta (> 30°) — rischio elevato | 1,2% |
La mappa mostra la velocità di percorrenza pedonale teorica secondo la funzione di Tobler: V = 6 × exp(−3,5 × |tan(pendenza) + 0,05|) km/h. La velocità media comunale è 3,1 km/h. Il 51,4% del territorio ha velocità 3,8–5,0 km/h (aree pianeggianti costiere); il 18,8% è sotto 1 km/h (quasi impraticabile): versanti montani di Monte Cuccio, Monte Pellegrino e Monte Grifone. Utile come raster di attrito per il PUMS.
| Classe velocità Tobler | % territorio |
|---|---|
| < 1 km/h — impraticabile (> 45°) | 18,8% |
| 1–2,5 km/h — molto difficile | 16,6% |
| 2,5–3,8 km/h — difficile | 13,0% |
| 3,8–5,0 km/h — moderato / piano | 51,4% |
| > 5,0 km/h — facile (lieve discesa) | 0,2% |
La mappa di visibilità cumulativa mostra, per ogni cella, da quanti dei 6 punti strategici di Palermo essa è visibile: Monte Pellegrino, Monte Cuccio, Monte Grifone, Palazzo dei Normanni, Teatro Massimo, Belvedere Mondello. Il 69% del territorio è visibile da almeno un punto; il 31% non è visibile da nessuno (valli montane interne, depressioni tra creste). Monte Pellegrino ha il maggiore dominio visuale (2.526.309 celle).
| N. osservatori visibili | % territorio |
|---|---|
| 0 osservatori — non visibile | 31,0% |
| 1 osservatore — marginale | 24,4% |
| 2 osservatori — bassa visibilità | 17,6% |
| 3 osservatori — media visibilità | 13,6% |
| 4 osservatori — alta visibilità | 10,5% |
| 5 osservatori — molto alta visibilità | 2,8% |
Mappa bivariate che incrocia la fascia altimetrica media DTM con la densità abitativa (ab/km²) per ogni sezione di censimento ISTAT 2021 (3.600 sezioni, 635.439 ab.). Il 57,1% della popolazione vive in pianura costiera (0–50 m) a media-alta densità. Le sezioni collinari (50–300 m) ospitano il 32,7% su superficie molto maggiore (60,6 km²) a densità prevalentemente bassa. I versanti alti (> 300 m) sono quasi disabitati (1.119 ab. su 27,6 km²).
| Combinazione | Popolazione | % |
|---|---|---|
| 0–50 m × Alta densità | 200.388 ab. | 31,5% |
| 0–50 m × Media densità | 162.569 ab. | 25,6% |
| 50–300 m × Media densità | 84.661 ab. | 13,3% |
| 50–300 m × Bassa densità | 76.778 ab. | 12,1% |
| 0–50 m × Bassa densità | 61.633 ab. | 9,7% |
| 50–300 m × Alta densità | 48.291 ab. | 7,6% |
| > 300 m × Bassa densità | 1.119 ab. | 0,2% |
Mappa bivariate che incrocia la pendenza media DTM con la densità abitativa per sezione di censimento ISTAT 2021. Rivela dove coesistono alta densità e terreno acclive — indicatore di potenziale vulnerabilità sismica e idrogeologica. Il 91,5% della popolazione abita su terreni con pendenza 0–5° (pianura). Tuttavia 10.229 residenti occupano sezioni su versanti con pendenza > 5°: quartieri periurbani di Mezzomonreale, Boccadifalco e Altarello.
| Combinazione | Popolazione | % |
|---|---|---|
| 0–5° × Alta densità | 238.450 ab. | 37,5% |
| 0–5° × Media densità | 235.617 ab. | 37,1% |
| 0–5° × Bassa densità | 107.401 ab. | 16,9% |
| 5–15° × Bassa densità | 27.813 ab. | 4,4% |
| 5–15° × Media densità | 10.449 ab. | 1,6% |
| 5–15° × Alta densità | 8.644 ab. | 1,4% |
| > 15° × Bassa densità | 4.316 ab. | 0,7% |
| > 15° × Alta densità | 1.585 ab. | 0,2% |
Palermo è una città di forti contrasti fisici: oltre la metà del territorio è pianeggiante e stabile, ma quasi un terzo presenta condizioni morfologiche impegnative — versanti acclivi, instabilità, costruibilità limitata. La Conca d'Oro e le aree costiere offrono terreni stabili e morfologicamente idonei all'edificazione, con altissimi indici di radiazione solare e rugosità quasi nulla. I rilievi del Parco della Favorita, dei Monti di Palermo e delle colline ovest presentano invece condizioni che richiedono attenzione progettuale: pendenze superiori ai 15–20°, instabilità morfologica diffusa e rugosità elevata. Questi dati, derivati esclusivamente dalla morfologia, costituiscono un quadro di riferimento per la pianificazione del territorio — da integrare sempre con le cartografie geologiche, il PAI e gli strumenti urbanistici vigenti.
| Indicatore | Valore chiave |
|---|---|
| Quota massima | 1.050 m (Monte Cuccio) |
| Quota media | 183 m s.l.m. |
| Pendenza media | 11,4° |
| Area pianeggiante (<5°) | 52,8% |
| Area acclive (>15°) | 30,6% |
| Esposizione prevalente | Nord-Est (18,9%) |
| Versanti instabili (cl. 3–5) | ~31% |
| Costruibilità difficile (cl. 4–5) | ~28,7% |
| Indice solare medio (SRI) | 0,59 / 1,00 |
| TRI medio | 3,05 |
Elaborazione su DTM 5m — territorio del Comune di Palermo — giugno 2026.
Fonte dati: zenodo.org/records/18872933 — HR-DTM-5m Italia.
Dietro ogni poligono su una mappa c'è quasi sempre una storia di dati incompleti, formati incompatibili e scelte da fare. Questa è la storia di come è nato il layer edifici_unificati per Palermo — quattro fonti diverse, ciascuna con i suoi punti di forza e i suoi buchi.
Tre fonti "globali" coprono l'intera superficie del pianeta, ciascuna prodotta con metodologie diverse:
Da queste tre fonti, con una pipeline di geoprocessing, è nato il layer Edificato: 189.659 poligoni che coprono l'intero territorio di Palermo. Geometrie pulite, ben generalizzate, ma necessariamente semplificate — lo si vede bene su edifici complessi come il Teatro Massimo, che appare come un unico blob regolare invece di essere rappresentato con la sua vera forma articolata.
La quarta fonte è completamente diversa: la volumetria comunale del 2006, un rilievo condotto dal Comune di Palermo che ha prodotto 100.432 unità volumetriche (volumetrie). Ogni unità non è solo un'impronta al suolo: porta con sé l'altezza, la quota di gronda, la quota del piede e il volume calcolato. La geometria è molto più ricca — cupole, cortili, ali separate, torrette. Ma il rilievo è del 2006: mancano edifici costruiti dopo, e alcune aree non sono state rilevate.
Una famiglia recente e completa ma geometricamente piatta; l'altra dettagliata e tridimensionalmente ricca ma incompleta.
Quando due poligoni si sovrappongono — uno dalla volumetria comunale, uno dall'Edificato globale — quale entra nell'output finale? Non basta scegliere sempre uno dei due: bisogna capire quale rappresenta meglio la realtà per ogni singolo caso.
Edificato globale è almeno tre volte più grande della somma delle volumetrie sovrapposte, significa che il rilievo del 2006 ha catturato solo una parte dell'edificio. In questo caso vince la geometria globale, che acquisisce comunque altezza, quota e volume dalla volumetria dove disponibili.Edificato entrano sempre (edifici rilevati nel 2006 ma non nelle fonti globali). Gli edifici globali senza volumetrie entrano sempre (costruiti dopo il 2006 o non rilevati).| Provenienza | Poligoni |
|---|---|
| Volumetria comunale (vincitrice per dettaglio) | 99.067 |
| Edificato globale (vincitore per superficie, con altezze dal rilievo) | 1.521 |
| Edificato globale senza corrispondenza nel rilievo | 11.256 |
Totale edifici_unificati |
111.844 |
Dei 189.659 edifici dalla fonte globale, 176.882 sono stati sostituiti dai poligoni comunali più dettagliati. Delle 100.432 volumetrie comunali, 1.365 sono state scartate perché l'edificio reale era molto più grande di quanto rilevato.
Il layer finale combina la copertura aggiornata delle fonti globali con il dettaglio geometrico del rilievo comunale. Ogni poligono porta con sé, dove possibile, altezza, quote e volume — abbastanza per analisi volumetriche, ombreggiamento, densità edilizia, visualizzazioni 3D.
Mancano ancora le altezze su molti edifici e le tipologie d'uso. È un database di lavoro, non un prodotto finito. Ma è quello che c'è, ed è meglio del 2006.
Dati elaborati con QGIS headless, GDAL/OGR 3.12.2 e Python 3.14
Questa applicazione mostra il territorio del Comune di Palermo attraverso dati altimetrici ad alta risoluzione (5 metri per pixel). Dal semplice dato di quota si ricavano decine di informazioni: dove il terreno e ripido, dove si concentra l'acqua, quanto sole riceve ogni zona, quali aree sono a rischio frana.
Tutti i dati vengono direttamente dal DTM 5m di Palermo, un modello digitale del terreno prodotto dall'ISPRA e distribuito in modo aperto su Zenodo. Non si tratta di una mappa statica: puoi esplorare ogni punto del territorio, cambiare visualizzazione, confrontare diversi temi.
Il pannello a destra elenca tutte le 36 analisi morfologiche, raggruppate per tema. Cliccando su una scheda si attiva il layer sulla mappa e si legge la spiegazione dei dati, le statistiche per circoscrizione e quartiere, e un cursore per regolare la trasparenza del layer.
Su mobile si apre con il pulsante Analisi in alto a destra; su desktop ha una linguetta laterale sempre visibile.
Si apre cliccando la linguetta al centro del bordo inferiore. Contiene cinque schede: Analisi DTM (testi e grafici sul territorio), QGIS headless (come e stato prodotto il DTM), Building (come e nato il layer edifici), Guida (questa pagina), Credits (fonti e licenze).
La barra verticale a sinistra (o in alto su mobile) raccoglie tutti i controlli. Ecco cosa fa ogni pulsante:
Riporta la mappa alla posizione e allo zoom iniziali, reimposta inclinazione e orientamento.
OSM: OpenStreetMap con stile scuro. Mostra strade, edifici, nomi di luoghi — ideale per leggere le analisi sovrapposte.
SAT: immagine satellitare Google. Mostra il territorio reale visto dall'alto, utile per confrontare con la realta visibile.
Sovrappone la Carta Tecnica Regionale 2K alla mappa di sfondo. E una cartografia di precisione con strade, quote e dettagli topografici. Quando e attiva compare un cursore di opacita per regolarne la trasparenza.
Mostra o nasconde i confini dei quartieri e delle circoscrizioni. Cliccando su un quartiere il pannello laterale mostra le statistiche morfologiche specifiche di quella zona.
Attiva gli edifici in tre dimensioni con altezza proporzionale a quella reale. I colori indicano l'altezza in metri. Dalla legenda puoi passare alla colorazione per destinazione d'uso (residenziale, commerciale, istruzione…). Funziona meglio in vista 3D.
Espande la mappa a tutto schermo. Premi di nuovo per uscire.
L'icona ruota in tempo reale mostrando dove e il Nord. Cliccando si reimposta l'orientamento con il Nord in alto.
Mostra o nasconde la griglia a 50 metri. Ogni cella e cliccabile: tocca un punto per vedere nel pannello laterale tutti i valori morfologici per quella posizione precisa.
Sovrappone le curve di livello. Linee principali ogni 50 m di dislivello; linee secondarie ogni 10 m visibili solo ad alto zoom.
Attiva o disattiva l'ombra del rilievo. Con l'ombra attiva le valli e i versanti esposti a nord appaiono piu scuri, rendendo il terreno tridimensionale anche in vista piatta.
Apre un pannello con due cursori:
— Int. (Intensita): quanto e marcata l'ombra, da quasi invisibile a molto netta.
— Ora: simula l'ora del giorno. La luce cambia direzione: mattina (da est), mezzogiorno (dall'alto), pomeriggio (da ovest).
Il pulsante ⏱ imposta automaticamente l'ora solare corrente.
Alterna tra vista 3D (il rilievo si solleva) e vista piatta. In 3D compare un cursore di esagerazione verticale: con 1x il rilievo e in scala reale, con 3x i monti sembrano tre volte piu alti — utile per apprezzare le zone montuose.
Cambia il tema dell'interfaccia tra scuro e chiaro. La scelta viene salvata e ripristinata alle visite successive.
| Layer | Tipo | Come si attiva |
|---|---|---|
| OpenStreetMap (CartoDB Dark) | Sfondo raster | Pulsante OSM |
| Satellite (Google) | Sfondo raster | Pulsante SAT |
| Carta Tecnica Regionale 2K | Raster sovrapposto | Pulsante CTR + opacita |
| Confini UPL / Quartieri | Vettoriale poligoni | Pulsante UPL |
| Edificato 3D — altezza + uso | Vettoriale 3D (PMTiles) | Pulsante Edif. |
| Griglia analisi 50m | Vettoriale griglia | Pulsante Grid |
| Curve di livello — 10m e 50m | Vettoriale linee (PMTiles) | Pulsante CdL |
La mappa usa WebGL per la visualizzazione 3D e il rendering delle tile. WebGL e supportato da tutti i browser moderni, ma in alcuni casi puo essere disabilitato manualmente o da policy di sistema.
Firefox — mappa non visibile: se la mappa non si carica su Firefox, WebGL e probabilmente disabilitato. Per riattivarlo:
about:config nella barra degli indirizzi e premi Inviowebgl.disabled e imposta il valore a falseGuida operativa per installare e usare QGIS in modalità headless — senza interfaccia grafica — su WSL2 (Linux dentro Windows) o Windows nativo, tramite micromamba. Consente di eseguire algoritmi QGIS Processing e codice PyQGIS da terminale o pipeline di automazione senza aprire il desktop.
Per "headless" si intende l'assenza di finestre grafiche. Su Qt è necessario impostare il plugin offscreen: export QT_QPA_PLATFORM=offscreen.
In questo progetto è stato usato per automatizzare la derivazione di 18 layer morfologici dal DTM 5m di Palermo (~6,4M pixel).
Usa micromamba (gestore pacchetti leggero, variante di conda) per creare un ambiente isolato contenente QGIS e tutte le dipendenze — GDAL, PROJ, GEOS, Qt, Python. L'ambiente risiede in ~/micromamba/envs/qgis (~5 GB) ed è riutilizzabile da qualsiasi cartella o progetto.
micromamba create -n qgis -c conda-forge qgis -yexport QT_QPA_PLATFORM=offscreenmicromamba run -n qgis python script.pywsl -l -v → VERSION 2